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LA SPADA DELLA VERITA’
Opinione di una spettatrice sulla nuova serie fantasy tratta dai romanzi di T. Goodkind.

C'era una volta un ragazzo giovane e di bell’aspetto che viveva felice con la sua famiglia in un posto lontano lontano…Un giorno il ragazzo accolse la richiesta d’aiuto di una ragazza bellissima e vestita di bianco, che gli rivelò il suo destino: dovrà sconfiggere un uomo malvagio e potente con l'aiuto di un vecchio saggio...
No, questo è Star Wars…
Riprovo: un essere diabolico, signore delle terre dell’Est, vuole impossessarsi di un manufatto antichissimo che detiene il segreto di un grande potere...
Si, mi scusi Sir Tolkien, non lo faccio più…
Ah ecco! Un’antica Profezia narra l’Avvento di un salvatore destinato a portare pace e speranza a tutti i popoli; ma il malvagio sovrano di quelle terre, per paura di essere detronizzato, fa uccidere tutti i neonati del villaggio natio del futuro salvatore che naturalmente viene portato in salvo prima della Strage degli Innocenti…
No, nemmeno così va tanto bene…Anche questa l’ho già sentita.
La sensazione di dejà-vu è giustificata, ma fatto sta che è questa la serie fantasy del momento: La Spada della Verità (The Legend of the Seeker, in originale).
La serie televisiva è liberamente (molto liberamente, a detta degli esperti) ispirata al primo dei quindici (!) volumi che compongono l’omonima saga letteraria dello scrittore statunitense Terry Goodkind. Prodotta da Sam Raimi, celebre regista di Spider-Man, Dark-man ed Evil Dead, in collaborazione con lo stesso Goodkind, che veste i panni dello sceneggiatore in questo caso, la saga va in onda su Sky 1 dallo scorso Dicembre.
La trama: Richard Cyper (Craig Horner) è un umile boscaiolo che vive felicissimo con la sua famiglia e senza un problema al mondo. Un giorno soccorre una bellissima donna di bianco vestita, aggredita da quattro bruti in armatura; da cuore impavido e nobile quale è, Richard si precipita in suo aiuto, per poi scoprire che in realtà la ragazza se la cava alla grande anche da sola…
Infatti costei è Kalhan Amnell (Bridget Regan), una Depositaria proveniente dalle Terre Centrali (non la “Terra di Mezzo”, le Terre Centrali: è differente!)
La Depositaria, una specie di sacerdotessa-guerriera dai misteriosi poteri, sta svolgendo una missione importantissima quanto segretissima: deve trovare il Cercatore, colui che secondo la Profezia salverà le Terre Centrali dall’oppressione di un tiranno, il crudele Lord Rahl (Craig Parker). Quindi lascia Richard a leccarsi le ferite, intimandogli di non farsi più vedere dato che tanto non sono fatti suoi.
Kalhan si avvia dunque alla ricerca di Zeddicus Zul’Zorander (Bruce Spence), un Mago potente che però si fa passare da simpatico vecchietto mattacchione (non dite niente, schhhhhhhh!!!!).
Questi sa chi è il Cercatore della Verità, perché appena nato lo aveva salvato dalla furia di Lord Rahl,il quale aveva ordinato un infanticidio di massa per risolvere il (suo) problema fin dall’inizio; Zeddicus aveva portato il Cercatore ancora in fasce oltre il Confine (una barriera magica impenetrabile o quasi) in modo da proteggerlo ed educarlo al suo futuro ruolo di eroe salvatore…
In realtà dell’educazio ne si è scordato, anzi: il Cercatore non sa nemmeno di essere il Cercatore…
Ma tanto non importa: il nostro eroe è EROE, e quindi può tutto. E indovinate chi è il nostro eroe???
Esatto! Quindi in fondo, sono anche fatti suoi…
Da adesso in poi: duelli, inseguimenti, battaglie, amori, tradimenti e tanta tanta magia.
In effetti i clichè del fantasy ci sono proprio tutti, ma nonostante questo (o forse proprio per questo) La Spada della Verità è una visione gradevole e poco impegnativa per passare la serata.
In fondo a chi non piacciono i maghi e i draghi, i cavalieri impavidi e i tiranni spietati?
Gli amori tormentati e impossibili, le eroine bellissime e gli addominali scolpiti (che in effetti abbondano)?
Signore, di questo si parla: del Male che viene sconfitto e del Bene che trionfa (non troppo facilmente però). Nessun messaggio subliminale, nessun riferimento occulto di tipo socio-culturale; solo sentimenti schietti e facilmente riconoscibili, ben inquadrati in una storia avventurosa e capace, a volte più a volte meno, di trasportare nel mondo di Fantasia.
Magari non originalissima, magari un po’ intrisa di troppi buoni sentimenti, magari con dialoghi non proprio taglianti, però…Adatto a voi, se siete in astinenza da Fantasy.
Silence.
N.B. Un consiglio: se volete provare questa serie fatelo, ma guardatela con l’audio originale e i sottotitoli: il doppiaggio italiano FA PENA!!!
Senza offesa per i doppiatori, ma le voci originali sono decisamente molto meglio.
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